Penny Dreadful come portavoce della decadenza umana

Penny Dreadful è una perla relativamente poco conosciuta. Intanto, cosa sono i “penny dreadful”? Si tratta di opuscoletti che venivano pubblicati durante l’epoca vittoriana, il cui significato è “spaventi da un penny”. Le trame di questi racconti sono incentrate su storie spaventose, tristemente macabre, e il loro obbiettivo era quello di intrattenere i lavoratori della fascia medio-bassa dell’epoca, provando a distrarli dall’orrore che dilagava nella società britannica del tempo.
Questa serie tv, visibile interamente su Netflix, è intrisa di malinconia, poesia, riproduzione degli ambienti magnifica e, soprattutto, le stupende soundtrack di Abel Korzeniowski che creano  l’atmosfera speciale che accompagna tutta la storia. Un apprezzamento particolare va alla scelta del cast; troviamo infatti Eva Green in una stupefacente, incredibile, interpretazione della tormentata Vanessa Ives. Ella è una giovane, bellissima donna, che lotta per non abbandonare la fede, ormai vacillante, in un Dio che sembra essere osservatore inabile delle vicende dell’uomo. Vanessa ha vissuto esperienze di vita traumatiche collegate al paranormale, sembra infatti tormentata da esseri dell’altro mondo, rendendo la sua vita solitaria e sofferta, ma sempre con l’immensa eleganza e nobiltà che caratterizza questo personaggio.
Penny Dreadful, oltre Vanessa, ha nel suo cast altri meravigliosi personaggi come Josh Hartnett nei panni di Ethan Chandler, Timothy Dalton interprete del signor Malcom Murray, Billy Piper come Brona Crotf e Rory Kinnear come Frankenstein.
Questa storia ha con se molti nomi letterari importanti, come anche il personaggio di Dorian Gray, del Dottor Jekyll e mister Hyde, Van Helsing…

“Alle persone tristi piace la poesia”
“Alle persone felici piace la musica, alle persone tristi piace la poesia”, è ciò che Vanessa Ives dice a Frankenstein, quando s’incontrano nel luogo di quarantena per i malati dove la donna era andata a servire per “espiare delle colpe”. Il personaggio di Frankenstein, non è affatto come ci si aspetta. Egli comprende, realizza che lui non è “giusto”, e soffre. Il nome che sceglie per se stesso è quello del poeta John Clare; ama, infatti, la poesia che è anche uno dei pilastri di questa serie. Iconica la scena in cui egli recita I am con Vanessa.
 
“[…] E dormire come dolcemente dormivo nella mia infanzia, non turbando né turbato, dove io mi distendo, sotto l’erba, sotto la volta del cielo”

E, altrettanto memore, è la scena finale in cui John Clare recita Ode all’immortalità, di W. Wordsworth.

“C’era un tempo in cui prato, bosco, e ruscello, la terra, e ogni essere comune a me sembravano ornati da una luce celestiale, la gloria e la freschezza di un sogno.
[…] dove sono ora la gloria e il sogno?”

Una confluire di storie che intrecciano emozioni

Penny Dreadful, se pur forse difficile da apprezzare guardando le prime puntate, una volta aver concluso l’opera ne saremo più che ripagati. Lo show è talmente ricco di insegnamenti, realtà, riflessioni, paure, che ti riempie l’animo; la storia ha qualcosa per tutti. I temi trattati spaziano dalla sessualità, alla paura, alla violenza, alla povertà e al degrado sociale. Molte scene sono incredibilmente forti, spingendo l’osservatore ad affrontare quei pensieri più intimi che tiene nascosti dentro il suo animo.
E’ una storia che si costruisce sul dolore e la sofferenza, ma che insegna anche come andare avanti e affrontare ciò che ci si presenta, anche se non lo conosciamo. Tante sono le scene che ci spezzano il cuore, ma la potenza di Penny Dreadful risiede proprio nel far brillare magnificamente di luce, quei momenti di estremo e profondo buio che i personaggi si trovano ad affrontare come addii, perdite e lutti. Tutte esperienze che l’essere umano fatica fortemente a metabolizzare e, per questo, si consiglia sempre di affrontare tali eventi essendo seguiti da uno specialista,  ad esempio da psicologi o, esperti (tra le onoranze funebri a Roma è possibile chiedere aiuto all’impresa Cattolica San Lorenzo); Penny Dreadful ci insegna che dentro di noi esiste il male, ma soprattutto esiste anche tanto bene e tanta forza necessari a sconfiggere i nostri mostri interiori, e di questo, Vanessa Ives ne è l’emblema.

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