Perché prendiamo e diamo la scossa ogni volta che tocchiamo qualcosa e come smettere

Perché prendiamo e diamo la scossa ogni volta che tocchiamo qualcosa e come smettere

Sei seduto alla scrivania, una persona che non conosci si avvicina, ti alzi, le porgi la mano e quando vi toccate prendi la scossa? Oppure ti avvicini al tuo cane per accarezzarlo e appena lo tocchi prendi la scossa? O ancora appena ti tocchi i capelli per aggiustarli prendi la scossa? Gli esempi sono tantissimi, ma il concetto è chiaro a tutti: con l’arrivo dell’inverno aumentano le volte in cui ‘incomprensibilmente’ prendiamo la scossa dagli oggetti e dalle persone che tocchiamo, ma come mai? È tutta colpa dell’elettricità statica, vediamo di cosa si tratta, perché accade spesso durante l’inverno e come possiamo smettere di prendere la scossa.

Elettricità statica, cos’è. L’elettricità statica è formata dalla carica elettrica dei materiali, che si forma quando questi frizionano tra loro e sono entrambi isolanti (provate ad avvicinare i vostri capelli ad un palloncino e li vedrete ‘alzarsi’): in questo caso in pratica un oggetto perde alcuni elettroni, avendo quindi una carica positiva, mentre l’altro perde dei protoni, avendo dunque una carica negativa. Visto che però nell’Universo c’è la stessa quantità di carica elettrica negativa e positiva, per riequilibrare il tutto, quando tocchiamo un materiale conduttore, parte dell’elettricità ‘in avanzo’ si scarica, ma non sempre sentiamo la scossa. Se i materiali sono in grado di condurre l’elettricità, le cariche si dissiperanno e ricombineranno senza che ce ne accorgiamo. Se però le cariche si separano più velocemente di quanto il materiale riesca a dissiparne, la quantità di carica elettrostatica si accumula e quando si scarica, toccando un materiale conduttore (per esempio la maniglia di una porta) sentiamo la scossa.

Elettricità StaticaCredit Giphyin foto: Elettricità Statica
Credit Giphy

D’inverno è pure peggio. Questa scossa è più frequente d’inverno, ma perché? Durante l’inverno il clima è più freddo e secco, questo significa che si produce meno vapore acqueo, che aiuta a condurre l’elettricità più facilmente e a dissipare la carica dal nostro corpo: in pratica d’inverno la carica elettrica resta ‘bloccata’ dall’aria secca. A questo vanno aggiunti i materiali di cui sono composti i vestiti che indossiamo durante la stagione fredda: come la lana o altri composti da fibre sintetiche, che con lo sfregamento accumulano carica elettrica.

Come evitare di prendere la scossa. Esistono diverse strategie che possiamo mettere in pratica per ridurre il rischio scossa:

  • il principale consiglio è quello di umidificare l’ambiente in cui ci troviamo, in questo modo, grazie all’umidità, l’energia si dissipa dal nostro corpo più velocemente e non accumulandosi non scarica quando tocchiamo, appunto, una maniglia, o qualsiasi altro oggetto o persona ‘conduttore’
  • per quanto riguarda i tappeti, per esempio, possiamo trattarli con un prodotto antistatico
  • è inoltre consigliato l’utilizzo di creme idratanti per il viso, sempre perché la pelle più secca, così come per i capelli secchi, agevola la ‘scossa’ per i motivi sopra descritti
  • da non dimenticare, la suola delle scarpe, che nella maggior parte dei casi è di plastica isolante: anche quando camminiamo infatti lo strofinamento implica questo passaggio di cariche e il ‘bisogno’ di scaricare attraverso la scossa
  • se tutti questi consigli non dovessero bastarvi, provate ad attendere sempre qualche secondo tra i momento in cui, ad esempio, vi alzate dal divano o dalla scrivania e quello in cui andate ad aprire la porta o stringere una mano, lo stesso vale per i capelli, invece di toccarli, è meglio lasciare loro il tempo di dissipare l’energia nell’aria.

Ma perché alcuni prendono e danno più scosse di altri? Noi percepiamo la scossa quando la scarica di elettricità statica è compresa tra i 2.000 e i 4.000 V, questo significa che ognuno ha la proprio sensibilità. Inoltre, ogni persona accumula e produce elettricità statica in quantità differenti, a causa del modo di camminare (quindi se una persona striscia più o meno i piedi per terra) e dal materiale dell’abbigliamento.

Fonte: Perché prendiamo e diamo la scossa ogni volta che tocchiamo qualcosa e come smettere

La migliore scopa elettrica: classifica 2018 e guida all’acquisto

La migliore scopa elettrica: classifica 2018 e guida all’acquisto

La scopa elettrica è uno strumento indispensabile per pulire casa in modo rapido ed efficace. Si tratta di un particolare tipo di aspirapolvere, più leggero e pratico da utilizzare rispetto a quelle a traino, e quindi più adatto a chi ha bisogno di un elettrodomestico da usare tutti i giorni.

Ne esistono tantissime tipologie: con filo e senza filo, con sacchetto e senza sacchetto, con tecnologia ciclonica o multiciclonica, trasformabile, con accessori e senza. Per scegliere la migliore scopa elettrica, dovete ovviamente tenere conto delle vostre esigenze, ma vi consigliamo anche di leggere le recensioni che trovate sui siti di e-commerce più forniti, che offrono una vasta scelta di scope elettriche di ogni tipo.

Per aiutarvi, abbiamo selezionato le scope elettriche più vendute online e meglio recensite dagli utenti che le hanno acquistate, e le abbiamo inserite in una classifica aggiornata al 2018. Inoltre, abbiamo stilato una guida all’acquisto della scopa elettrica, con tutti gli elementi di cui tenere conto durante la scelta.

La classifica delle migliori scope elettriche 2018

Come abbiamo anticipato, per stilare la classifica 2018 delle migliori scope elettriche, abbiamo selezionato le 10 più vendute su Amazon quest’anno e meglio recensite. Inoltre, abbiamo tenuto conto delle caratteristiche delle scope e del rapporto qualità-prezzo.

1. Dyson 227608-01 V7 Fluffy

scopa elettrica dyson

Al primo posto della classifica c’è la scopa elettrica senza filo Dyson 227608-01 V7 Fluffy, super potente grazie alla tecnologia Cicloni 2 Tier Radial, con 15 cicloni disposti su due file, per rendere il flusso d’aria più potente e catturare anche le polveri più fini. La spazzola a rullo morbido, ideale per i pavimenti rigidi, rimuove sia le particelle più grandi, sia la polvere. Il motore ha una potenza di 350 W, la batteria a nichel-cobalto-manganese ha un’autonomia di 30 minuti di aspirazione costante, senza perdere potenza, e si ricarica in 3.5 ore. Essendo molto leggera, può essere usata per pulire ovunque, anche in alto, su soffitti e mobili. È dotata di una pratica stazione di ricarica, per riporla e averla sempre pronta all’uso. La confezione include la batteria, il caricatore, un tubo rigido,  una spazzola a rullo morbido, una mini turbo spazzola, un accessorio multifunzione e una mini spazzola delicata. La trovate su Amazon a 399,99 euro invece di 429 euro.

Dyson 227608-01 V7 Fluffy aspirapolvere senza filo -7%

2. Hoover FD22RP Freedom 2IN1

Hoover FD22RP Freedom 2IN1 Scopa Elettrica Senza Fili

Al secondo posto troviamo la scopa elettrica senza filo Hoover FD22RP Freedom 2IN1, con aspirabriciole integrato e numerosi accessori, per pulire ogni tipo di superficie. La confezione include il supporto a muro, una mini turbo spazzola, ideale per aspirare i peli di animali da tessuti e imbottiti, una bocchetta per fessure, una spazzola 2 in 1 e un accessorio telescopico per pulire i punti difficili da raggiungere, anche in alto. La batteria a litio si ricarica in poco tempo e ha un’autonomia di 25 minuti. Funziona senza sacchetto, con tecnologia ciclonica. La trovate su Amazon a 109,98 euro invece di 229,90.

Hoover FD22RP Freedom 2IN1 Scopa Elettrica Senza Fili, Grigio e Rosso -52%

3. Imetec 8634 Piuma+ C2-100

Terzo posto per la scopa elettrica senza sacco Imetec Piuma+. Pratica e leggera (pesa solo 3 kg), è perfetta per l’uso quotidiano. Grazie alla classe energetica A+ e alla tecnologia Imetec Eco, permette di abbattere i consumi del 15%. Non ha accessori, ma una sola spazzola 3 in 1, adatta a tutte le superfici della casa, incluse le più delicate, come tappeti e parquet. Funziona con tecnologia ciclonica e non ha quindi bisogno di sacchetto. Il filtro HEPA ipoallergenico, con sistema di filtrazione a quattro livelli e vano raccoglipolvere con sistema di sicurezza, la rende un’ottima scelta per chi soffre di allergia alla polvere, ai pollini e ai peli di animali. Funziona con filo, potenza 400 W. La trovate su Amazon a 57,99 euro invece di 84,90.

Imetec 8634 Piuma+ C2-100 Scopa Elettrica Senza Sacco, Classe A+, Leggera, Riduzione del Consumo Energetico, Bianco/Verde -32%

4. Rowenta RH8872 Airforce

Rowenta RH8872 Airforce Scopa Elettrica Senza Filo e Senza Sacco

La scopa elettrica senza filo e senza sacchetto Rowenta Air Force Extreme Vision Pro si posiziona al quarto posto grazie alla sua praticità. La batteria pro agli ioni di litio ha un’autonomia di ben 65 minuti e si ricarica in sole 6 ore. Non ha bisogno di sacchetti, perché funziona con tecnologia ciclonica Air Force e ha un capiente contenitore per la polvere da 0,5 l. L’elettrospazzola motorizzata (6.200 giri/min) rimuove polvere e sporco da tutte le superfici, mentre la spazzola Delta, con la sua particolare forma triangolare e le luci LED integrate, pulisce perfettamente negli angoli. Inoltre, la scopa ruota di 158° e può essere usata quindi anche sotto letti e mobili. Il motore da 2200 W ha 3 diverse velocità. La trovate su Amazon a 178,72 euro invece di 249,99.

Rowenta RH8872 Airforce Scopa Elettrica Senza Filo e Senza Sacco, 25V LED, Blu -28%

5. Severin HV 7158

Severin HV 7158, Aspirapolvere senza Fili e Scopa Elettrica Portatile Verticale

Quinto posto per l’aspirapolvere senza fili e scopa elettrica portatile verticale Severin HV 7158. Leggera, sottile e snodabile, è perfetta per pulire dappertutto, anche sotto ai mobili e negli angoli più difficili da raggiungere. La sua potente batteria 22,2 V agli ioni di litio ha un’autonomia di 30 minuti e si ricarica in 3 ore. La spazzola motorizzata ha setole differenziate, per catturare contemporaneamente polveri sottili, capelli e peli di animali. Il filtro Hepa lavabile è consigliato a chi soffre di allergie, perché cattura batteri, spore e allergeni, senza disperderli nuovamente nell’ambiente. Il motore da 140 W ha due diverse velocità. Altro vantaggio: la spazzola ha una luce led che illumina perfettamente ogni punto del pavimento, per rimuovere anche lo sporco nascosto. La trovate su Amazon a 135,80 euro invece di 279,90.

Severin HV 7158, Aspirapolvere senza Fili e Scopa Elettrica Portatile Verticale, senza Sacco, Ciclonica, Filtro Hepa, Spazzola Motorizzata, Animal Care, Illuminazione a Led, Motore Silenzioso -51%

6. Rowenta RH8155WA Powerline Extreme Cyclonic

Rowenta RH8155WA Powerline Extreme Cyclonic

Al sesto posto troviamo la scopa elettrica con filo senza sacco Rowenta RH8155WA Powerline Extreme Cyclonic, il cui punto di forza sono le prestazioni 3AAA: non solo le prestazioni di aspirazione della polvere sono di classe A, per risultati impeccabili su ogni tipo di superficie, ma anche il filtraggio, che rimuove fino al 99,98% di particelle di polvere. Grazie alla tecnologia ciclonica Air Force, separa perfettamente aria e polvere, senza reintrodurre quest’ultima nell’ambiente. Nella confezione sono incluse anche una spazzola per parquet Softcare, una bocchetta per fessure, bocchetta per imbottiti, un flessibile e una tracolla, da usare per raggiungere nelle zone difficili. La trovate su Amazon a 94,99 euro invece di 139,99.

Rowenta RH8147WA Powerline Extreme Cyclonic, Scopa Elettrica con Filo e Senza Sacco, Prestazioni di Classe 3AAA -39%

7. H.Koenig Up600

H.Koenig Up600 Scopa Elettrica Verticale

Settimo posto per l’aspirapolvere H.Koenig UP600 2 in 1, senza fili e senza sacchetto. Leggerissima e bilanciata, può essere usata per pulire tutta la casa dal pavimento ai muri. È dotata di batteria a litio di 22.2V ricaricabile, che dura fino a 40 minuti e si ricarica in 4 ore. La tecnologia ciclonica cattura polvere e sporco direttamente nel serbatoio, senza bisogno di sacchetto. Nella confezione sono incluse la stazione di ricarica, la spazzola rotonda e la bocchetta piatta. Potenza: 100 W. La trovate su Amazon a 88,99 euro invece di 179.

H.Koenig Up600 Scopa Elettrica Verticale, 100 W, 1.1 Litri, 64 Decibel, Rosso/Grigio

8. Rowenta RH8121WB Powerline Extreme Bagless

Rowenta RH8121WB Powerline Extreme Bagless

All’ottavo posto c’è la scopa elettrica con filo Rowenta RH8121WB Powerline Extreme Bagless. I suoi punti di forza sono il risparmio energetico di classe A, le prestazioni di classe A e il filtraggio di classe A, caratteristiche che la rendono l’aspirapolvere ideale per chi vuole pulire a fondo la casa in poco tempo e riducendo i consumi. Grazie alla tecnologia ciclonica e al sistema di filtraggio ad alta efficacia, rimuove perfettamente la polvere dalle superfici dure e piatte, come i pavimenti di legno o piastrelle. La confezione non include nessun accessorio. La trovate su Amazon a 68,99 euro invece di 99,99.

Rowenta RH8121WB Powerline Extreme Bagless, Scopa elettrica con Filo, Risparmio Energetico di Classe A, Prestazioni di Classe A, Filtraggio di Classe A -35%

9. De’Longhi XLR32LMD.W Colombina Cordless

De

Penultimo posto per la scopa ricaricabile senza filo De’Longhi Colombina Cordless, con tre livelli di potenza (32 W), batteria ricaricabile a litio con autonomia di aspirazione di 50 minuti e spazzola multisuperficie, per pulire tutti i pavimenti senza cambiare accessori. Grazie alla sua pratica docking station, una base di appoggio e ricarica, è sempre pronta all’uso. La trovate su Amazon a 154,99 euro invece di 250.

De -40%

10. Polti SE110

Polti SE110 Scopa Elettrica Senza Sacco

Ultimo posto per una scopa elettrica che resta pur sempre una delle migliori: la Polti SE110. Ha un potente motore da 1400 W, funziona senza senza sacco ed e 2 in 1, perché si trasforma in aspirapolvere portatile, perfetta per pulire imbottiti e divani. È una scopa elettrica senza troppe pretese, adatta per tutti i tipi di pavimenti, anche duri e delicati, tappeti e moquette. Il serbatoio di raccolta è capiente, funziona con filo e sta in piedi da sola. La trovate su Amazon a 106 euro.

Polti SE110 Scopa Elettrica Senza Sacco, 1400 W

Come scegliere la migliore scopa elettrica

Abbiamo visto quali sono le migliori scope elettriche del 2018, tenendo conto di quali sono le più vendute e meglio recensite online. Per scegliere la scopa elettrica, però, dovete tenere conto di tantissimi fattori, dalla potenza del motore agli accessori inclusi nella confezione, dal sistema di filtraggio, alla presenza o assenza del filo di alimentazione. Vediamo, allora, in questa guida all’acquisto quali sono nei dettagli le caratteristiche da prendere in considerazione.

Potenza e consumi

Iniziamo dalla potenza. Dovete sapere che le scope elettriche sono sempre meno potenti degli aspirapolvere a traino, a causa delle dimensioni e del peso più contenuto, che sono poi il principale vantaggio di questi modelli. Per conoscere la potenza della scopa, dovete valutare due elementi: i Watt e i Volt, valori di solito riportati nella scheda prodotto.

I Watt indicano la potenza del motore (ovviamente, più sono alti i Watt, più è potente il motore) ma non la potenza di aspirazione, per quella dovete far riferimento agli Air Watt, che però raramente sono indicati nella scheda prodotto o sulla confezione. Questo vale per le scope elettriche con filo, mentre per le scope elettriche senza fili, dovete invece controllare i Volt e l’autonomia della batteria, che non dovrebbe mai essere inferiore ai 30 minuti, se cercate un prodotto potente, adatto alle pulizie di tutta la casa.

Infine, per capire quanta energia elettrica consuma la scopa, dovete controllare a quale classe energetica appartiene. Le classi energetiche sono indicate con lettere dalla A alla G, gli apparecchi che consumano meno sono quelli che appartengono alla classe A (o meglio ancora A+, A++ e A+++).

Scopa elettrica senza filo o con filo?

Le scope elettriche senza filo sono sicuramente più pratiche da usare rispetto a quelle con filo, ma questo non vuol dire che siano migliori. Per scegliere tra una scopa elettrica cordless e una tradizionale dovete valutare le vostre esigenze.

Se avete bisogno di una scopa da usare tutti i giorni per le pulizie di piccoli spazi, vi suggeriamo le scope senza fili; se, invece, avete bisogno di un apparecchio con un’elevata potenza di aspirazione, da usare per pulire un intero appartamento di grandi dimensioni, è meglio optare per una scopa elettrica con filo.

Quando scegliete la scopa elettrica senza filo, fate attenzione all’autonomia della batteria e ai tempi di ricarica: assicuratevi che la batteria sia al litio, che duri almeno 30-40 minuti e che si ricarichi in poco tempo, meglio se con una comoda base di ricarica, per averla sempre pronta all’uso.

Nel caso delle scope elettriche con filo, invece, controllate la lunghezza del filo: per evitare di cambiare spesso la presa durante le pulizie, dovrebbe essere lungo almeno 5 o 6 metri.

Scopa elettrica ciclonica o con sacco?

Le scope elettriche con sacchetto sono dotate di una ventola, che genera un vuoto d’aria che risucchia la polvere e lo sporco e lo riversa in un sacco di carta biodegradabile. Quando il sacchetto si riempie, bisogna cambiarlo. Gli svantaggi sono due: la spesa che comporta il dover comprare periodicamente nuovi sacchetti e la difficoltà a trovarne di compatibili con i modelli di aspirapolvere più vecchi.

Per questo le scope elettriche di ultima generazione hanno la tecnologia ciclonica, che non richiede nessun sacchetto. All’interno del corpo macchina si generano uno o più vortici, in grado di separare l’aria pulita dalla polvere. Lo sporco finisce in un serbatoio removibile e lavabile, mentre l’aria pulita viene espulsa attraverso le bocchette di areazione.

La maggior parte delle scope ha una tecnologia monociclonica, cioè con un solo vortice d’aspirazione, mentre quelle di ultima generazione hanno una tecnologia multiciclonica, con più vortici, che aspirano lo sporco in modo più efficace.

Tipi di filtri

La potenza e la tecnologia di aspirazione non sono gli unici fattori responsabili dell’efficacia della scopa elettrica. Senza un buon sistema di filtraggio, anche le scope più potenti non riuscirebbero a pulire in modo impeccabile, perché la polvere più sottile verrebbe reimmessa nell’ambiente con l’aria che fuoriesce dalle bocchette.

Vi consigliamo, quindi, di leggere sulla targhetta energetica della scopa elettrica quale filtro ha. I migliori sono i filtri HEPA (High Efficiency Particulate Air), che sono catalogati da H10 (i meno efficienti) a H14 (i più efficienti). State attenti anche alla classe di filtraggio, che dovrebbe essere A o almeno B.

Spazzole, accessori e scope elettriche 2 in 1

Non tutte le scope elettriche sono dotate di accessori. Di solito, quelle più economiche hanno un’unica spazzola con setole differenziate, che può essere usata su tutti i tipi di pavimenti. Se, però, avete bisogno di pulire un pavimento particolarmente delicato, come il parquet, oppure tappeti e moquette, assicuratevi che nella confezione siano incluse spazzole specifiche, oppure che possano essere acquistate separatamente.

Se volete usare l’aspirapolvere anche per pulire le tende, i mobili o posti difficili da raggiungere, come le fughe tra le mattonelle e gli spazi tra i cuscini del divano, scegliete una scopa dotata di tubo flessibile e diverse bocchette, come quella a lancia e quella con setole morbide. Se avete animali, per rimuovere i peli dai tessuti e dagli imbottiti, come letti, poltrone e divani, acquistate una scopa dotata di turbo spazzola o mini turbo spazzola.

Infine, sappiate che alcuni modelli sono due in uno, ovvero includono un aspirabriciole estraibile, molto comodo da usare per le piccole pulizie quotidiane.

Materiali, peso e rumorosità

Quello che spinge a scegliere una scopa elettrica e non un aspirapolvere a traino è la praticità: le scope elettriche sono più leggere e facili da manovrare. Vi consigliamo di scegliere una scopa del peso massimo di 3-4 kg, meglio se con tracolla, da usare per pulire anche in alto.

Attenzione, però: scopa leggera non vuol dire fatta con materiali scadenti. Le plastiche usate devono essere comunque robuste e resistenti. Se non potete toccare con mano, affidatevi alla nostra classifica delle migliori scope elettriche del 2018 e non sbaglierete!

Per quanto riguarda la rumorosità, la maggior parte degli aspirapolvere si attesta intorno agli 80 dB, quindi se ne cercate uno particolarmente silenzioso, dovete stare sotto questo valore.

Funzioni extra

Le scope elettriche più costose e tecnologiche hanno di solito funzioni extra non indispensabili, ma che ne facilitano l’utilizzo. Ad esempio, alcune hanno spie luminose che indicano che il serbatoio è pieno e va svuotato. Le scope senza fili possono avere un segnale che avvisa che la batteria è scarica o un display a LED che ne indica il livello.

Una delle funzioni extra più utili è il regolatore di potenza. Su alcune superfici, ad esempio i tappeti, è infatti utile abbassare la potenza di aspirazione, per evitare l’effetto ventosa.

Marca e prezzo

Ultimi fattori da considerare: la marca e il prezzo. Evitate di scegliere scope elettriche di marca sconosciuta, perché, anche se più economiche, potrebbero essere poco efficaci. Nella nostra classifica abbiamo inserito tutte scope delle migliori marche, che hanno prestazioni ottime anche quando il prezzo è leggermente inferiore alla media.

Dove comprare la scopa elettrica

Nella classifica vi abbiamo segnalato solo alcune delle migliori scope elettriche attualmente in commercio, ma nei negozi e online potete trovarne molte altre. Noi vi suggeriamo di cercarle sugli e-commerce più forniti, come ad esempio Amazon, dove c’è un’intera categoria dedicata alle scope elettriche di ogni tipo e prezzo.

Per trovare quella più adatta a voi, vi basta filtrare i risultati in base al tipo di aspirapolvere, alle caratteristiche tecniche (livello sonoro, potenza, peso, raggio operativo, capacità), alla marca, alla fascia di prezzo e alla modalità di spedizione. Vi suggeriamo di scegliere sempre le scope elettriche più vendute e con il maggior numero di recensioni positive.

Fonte: La migliore scopa elettrica: classifica 2018 e guida all’acquisto

Nel cuore della Terra c’è una biosfera oscura: scoperti organismi assurdi

Nel cuore della Terra c’è una biosfera oscura: scoperti organismi assurdi
in foto: Credit: Gaetan Borgonie / Extreme Life Isyensya

Nelle profondità del nostro pianeta ci sono milioni di specie di organismi sconosciute alla scienza, che assieme occupano una massa in carbonio centinaia di volte superiore a quella di tutti gli esseri umani della Terra. Si tratta di un immenso mondo perduto sotterraneo, una vera e propria “biosfera oscura”, che ha un volume superiore ai 2 miliardi di chilometri cubici, circa il doppio di quello occupato da tutti gli oceani. E come per questi ultimi, ne abbiamo solo scalfito la meravigliosa e peculiare ricchezza della biodiversità.

A suggerire le dimensioni pantagrueliche della biosfera oscura sono stati centinaia di scienziati, che negli ultimi 10 anni hanno condotto ricerche ad hoc in seno alla collaborazione Deep Carbon Observatory (DCO). I ricercatori hanno indagato su queste forme di vita in centinaia di siti di tutto il mondo, spingendosi a cercarne le tracce fino a 2,5 chilometri di profondità sotto la superficie del mare e fino a 5 chilometri sotto miniere e siti di trivellazione. Hanno trovato rappresentanti di tre regni prinicipali, ovvero batteri, archibatteri (microbi senza nucleo legato alla membrana) ed eucarioti (microbi o organismi pluricellulari con cellule). Ciò che è emerso lascia affascinati ma anche sbigottiti.

Credit: Greg Wanger / Caltech e Gordon Southam / University of Queenslandin foto: Credit: Greg Wanger / Caltech e Gordon Southam / University of Queensland

Gli scienziati, tra i quali la microbiologa Karen Lloyd dell’Università del Tennessee di Knoxville, Stati Uniti, hanno individuato specie insolite non solo dal punto di vista della forma e dell’habitat, ma anche sotto il profilo dei lunghissimi cicli di vita e del modo in cui si sostentano, catturando particelle chimiche dalle rocce che li circondano. Alcuni come l’organismo unicellulare Geogemma barossii vivono in correnti idrotermali sul fondo marino a temperature di 121 gradi centigradi, oppure a pressioni 400 volte superiori a quelle sperimentate sul fondo degli oceani. Altri possono sopravvivere per millenni, e pur essendo metabolicamente attivi risultano quasi in stasi, “con meno energia di quanto pensassimo servisse per sostenere la vita”, ha dichiarato la ricercatrice. Ciò mette in discussione anche il concetto di vita stessa.

Credit: Christine Moissl–Eichinger / Medical University of Graz, Austriain foto: Credit: Christine Moissl–Eichinger / Medical University of Graz, Austria

La sorprendente scoperta di simili organismi sul nostro pianeta ha un impatto anche sull’astrobiologia, poiché amplia considerevolmente le probabilità che la vita possa esistere anche altrove nel Sistema solare (o al di fuori di esso), magari in condizioni che fino ad oggi non ritenevamo idonee. Non è un caso che gli scienziati stimino come probabile l’esistenza di microorganismi all’interno di alcuni laghi sotterranei di Marte. I dettagli preliminari sulla “biosfera oscura” saranno presentati in seno al meeting dell’American Geophysical Union (AGU) che si tiene questa settimana, ma alcuni sono stati già pubblicati sul sito del Deep Carbon Observatory. La pubblicazione degli studi approfonditi è attesa per l’autunno del prossimo anno.

Fonte: Nel cuore della Terra c’è una biosfera oscura: scoperti organismi assurdi

I migliori stendibiancheria elettrici del 2018: le opinioni, i pro e i contro

I migliori stendibiancheria elettrici del 2018: le opinioni, i pro e i contro

È super utilizzato all’estero, soprattutto nei Paesi del Nord Europa, ma si sta diffondendo a macchia d’olio anche in Italia: stiamo parlando dello stendibiancheria elettrico, un nuovo prodotto per la casa che renderà più facile e veloce asciugare il bucato, soprattutto durante i mesi invernali. Di differenti tipologie e dimensioni, proprio come gli stendini “classici”, andiamo a scoprire questo nuovo alleato per ridurre i tempi del bucato (e, in alcuni casi, evitare di usare il ferro da stiro).

Stendino elettrico: cos’è e perché acquistarlo

Qual è la differenza tra uno stendino “normale” e uno elettrico? Il secondo è caricato elettricamente, ovvero si riscalda se messo in corrente. Tutti gli stendibiancheria elettrici sono dotati infatti di un certo voltaggio, che varia al variare delle dimensioni e della potenza di carico: una volta messo in corrente, le sbarre si surriscaldano, contribuendo ad asciugare il bucato. Per questa sua caratteristica, può essere acquistato e utilizzato soprattutto nei mesi più freddi, quando gli abiti sembrano mantenersi continuamente umidi e non asciugarsi mai: da un lato il vostro bucato sarà asciutto in molto meno tempo, dall’altro lo stendibiancheria contribuirà a riscaldare l’ambiente, evitando in certi casi l’accensione dei termosifoni.

Come funziona lo stendibiancheria elettrico?

Come abbiamo detto, lo stendino elettrico si surriscalda quando viene inserito in corrente, e possiede una certa resistenza elettrica e voltaggio in base alle dimensioni e alla potenza di carico. Ogni prodotto ha il suo libretto di istruzione con le sue indicazioni, ma in generale ecco come funziona uno stendino elettrico.

Le sbarre dello stendibiancheria, rigorosamente in alluminio (perchè la plastica non reagisce bene al calore), si surriscaldano una volta inserito in corrente il dispositivo: andremo quindi a poggiare il bucato proprio come faremmo con un normale stendino, stando però attente a centrifugare il bucato abbastanza da non far gocciolare troppa acqua.

Alcuni stendini elettrici hanno anche la funzione di termostato, permettendo a voi di regolare volta per volta la temperatura: una funzionalità che può essere molto utile anche per evitare di stirare alcuni abiti, dal momento che una temperatura elevata contribuisce anche ad eliminare pieghe e grinze dai tessuti più leggeri.

Stendibiancheria elettrici: le scelte top su Amazon

Tra gli stendini elettrici che è possibile trovare su Amazon ci sono alcuni prodotti di alta qualità e dal costo elevato, indicati per chi cerca un prodotto durevole e molto funzionale, ma non vuole acquistare un’asciugatrice. Come si vedrà, infatti, la maggior parte di questi prodotti hanno un costo simile a quello delle asciugatrici più economiche: nel valutare l’acquisto di uno stendino elettrico di alta gamma, ti consigliamo anche di guardare tra le migliori asciugatrici disponibili su Amazon. Ecco la nostra selezione di 3 scelte top per chi è alla ricerca di uno stendibiancheria elettrico al top delle funzionalità.

Stendino elettrico a torre: InnovaGoods stendibiancheria pieghevole

InnovaGoods Stendibiancheria Elettrico Pieghevole in Alluminio e ABS, Grigio, 66 x 73 x 135 cm

Questo modello di InnovaGoods, realizzato in alluminio e facile da ripiegare dopo averlo utilizzato, mantiene dei consumi molto bassi nonostante sia parecchio potente, e quindi asciugherà in tutta semplicità e velocità il vostro bucato senza incidere troppo sulla bolletta. Oltre a 30 barre riscaldabili, questo stendino comprende anche 4 supporti per asciugare le scarpe raggiunge una temperatura massima di 55°C e ha una capacità di carico di circa 8kg.

Pro: compatto e pieghevole, occupa solo lo spazio necessario al tuo bucato.

Contro: non si tratta di un prodotto economico – su Amazon costa circa 180€ – ma è molto durevole e resistente.

Stendino elettrico a soffitto: il prodotto top è FoxyDry Air 150

Stendibiancheria da parete e soffitto elettrico Foxydry Air 150, stendino stendipanni telecomandato che non ingombra -12%

Salvaspazio, motorizzato, telecomandato: stiamo parlando di uno stendibiancheria elettrico di lusso, dalle elevate prestazioni e dal costo direttamente proporzionale alle sue potenzialità. Con una capacità di carico di ben 35 kg, può essere installato sia all’interno che all’esterno e può scendere dal soffitto o dalla parete fino a un massimo di 180 cm, regolabili anche in base all’altezza di chi stende il bucato (quindi in base alla vostra altezza!).

E’ dotato di due tubi allungabili per il bucato più pesante, una lampada a led per risparmiare energia e due ventole che permettono l’aerazione, impedendo così la formazione di muffe e funghi causata dall’umidità.

Pro: si tratta di un prodotto iper tecnologico, che vi toglierà soprattutto l’ingombro del bucato ad asciugare al centro della stanza.

Contro: il prezzo è alto, su Amazon costa 380€, più o meno quanto costerebbe un’asciugatrice economica.

Stendibiancheria elettrico ventilato con ionizzatore bipolare: tecnologia e compattezza

Stendibiancheria Elettrico Ventilato con ionizzatore bi-polare

Ci troviamo davanti a uno stendibiancheria elettrico ventilato con ionizzatore bi-polare, vale a dire che questo prodotto promette di asciugare i nostri capi come se fossero all’aperto, permettendoci dunque di avere sempre un bucato fresco, non stropicciato, profumato e facile da asciugare. Particolarmente adatto alle famiglie con bambini piccoli, la speciale tecnologia di questo stendibiancheria elettrico garantisce un bucato igienizzato e disinfettato, un aspetto importantissimo soprattutto quando i bambini sono molto piccoli. Compatto ma capiente, si apre e chiude in pochi secondi: da chiuso è piccolo 18 cm, mentre da aperto è in grado di asciugare fino a 9 kg a seconda del tipo di bucato. I prodotti innovativi si pagano, ma con circa 330€ direte addio per sempre a lavatrici da stendere, capi che puzzano di chiuso e stendini per settimane dentro casa.

Pro: mai più puzza di chiuso in casa e sui vostri capi, grazie al potere igienizzante e disinfettante di questo utensile.

Contro: è molto caro, ma la qualità si paga.

Stendibiancheria elettrici economici: quali sono i migliori su Amazon?

Se siete alla ricerca di uno stendibiancheria elettrico più economico e maneggevole dei modelli top, su Amazon è possibile trovare alternative più economiche, sia orizzontali e pieghevoli che verticali e compatti. Abbiamo selezionato per voi quattro prodotti, facilmente reperibili su Amazon, che vanno dai 30€ ai 50€ in base alle dimensioni, al voltaggio e alla potenza di carico. E’ ovvio che, per quanto performanti, questi prodotti non potranno assicurare lo stesso risultato dei top di gamma: sarà necessaria una maggiore attenzione da parte vostra nel non sovraccaricare gli stendibiancheria e nel girare di tanto il tanto il bucato per migliorare l’asciugatura.

Stendino elettrico verticale HOMCOM

HOMCOM Stendibiancheria Elettrico Asciugabiancheria Verticale con 5 Barre 100W Salviette Verticale Riscaldanti Alluminio 58 × 39 × 105cm -38%

Bello da vedere e perfetto per chi non dispone di spazi molto ampi, questo stendibiancheria elettrico verticale in alluminio ha 5 barre riscaldanti e una potenza di 100W con un basso consumo di energia. Perfetto per le coppie che vivono in spazi piccoli, hanno pochi capi da asciugare e non vogliono spendere una cifra eccessiva: questo stendino infatti costa soltanto 34,95€ su Amazon.

Pro: è sia funzionale che bello da vedere, soprattutto perchè a prima vista non sembra uno stendibiancheria (ammettiamolo, gli stendini in casa non piacciono a nessuno).

Contro: non è molto capiente e non bisogna sovraccaricarlo, altrimenti il bucato resta bagnato.

Stendino elettrico allungabile con ali Sirge Asciugottol

Sirge ASCIUGOTTOL Stendino Elettrico con le ali pieghevoli Stendibiancheria Asciugabianchieria Pieghevole 20 Elementi riscaldanti 230 Watt

Per le famiglie più numerose che hanno bisogno di uno stendino più capiente, questo modello targato Sirge è un’ottima soluzione da usare sia in corrente che come stendibiancheria “analogico”. Con una potenza di 230W e 20 barre riscaldanti realizzate in alluminio, permette l’asciugatura di molti vestiti contemporaneamente ed è dotato di un interruttore impermeabile, che lo rende decisamente sicuro e affidabile anche se in casa ci sono bambini piccoli. Su Amazon è disponibile al costo di 49,99€.

Pro: una buona capienza e capacità di carico se rapportate a un prezzo competitivo.

Contro: alcune componenti sono in plastica e col tempo rischiano di deteriorarsi.

Stendibiancheria elettrico economico Prixton

Prixton stendibiancheria Elettrico, Alluminio, Bianco, 95 x 52 x 5.5 cm -14%

Costa meno di 30€ questo stendibiancheria compatto in alluminio con 8 barre riscaldanti e una potenza di 100W. Facile da aprire e chiudere, è utile per chi vuole uno stendibiancheria performante, ma allo stesso tempo compatto nelle dimensioni. Il suo più grande punto di forza è sicuramente il prezzo, assolutamente abbordabile e che permette anche di poter testare questa tipologia di prodotto senza dover spendere una cifra eccessiva.

Pro: compatto e dal costo molto ragionevole.

Contro: non ha una grande capacità di carico.

Stendibiancheria elettrico compatto Sirge Stendotto

Sirge STENDOTTO Stendino Elettrico Stendibiancheria Asciugabianchieria Pieghevole 8 Elementi riscaldanti 120 Watt -9%

Lo Stendotto di Sirge si differenzia dal modello visto in precedenza, sempre della stessa marca, per le dimensioni compatte e la facilità di apertura, chiusura e trasporto. Con interruttore antigoccia e 8 barre riscaldanti da 120W, è un prodotto comodo e pratico, particolarmente adatto a una coppia o a un single, in ogni caso a chi non ha un numero troppo elevato di capi da asciugare. Su Amazon costa €31,97 con consegna prima di Natale.

Pro: molto sicuro grazie all’interruttore antigoccia e all’isolamento elettrico.

Contro: è ingombrante ma poco spazioso, e non va caricato eccessivamente.

Quali sono i consumi di uno stendino elettrico?

Ma veniamo a una domanda importante: quanto consuma uno stendino elettrico? Ovviamente dipende innanzitutto dal modello: uno stendibiancheria dalle dimensioni compatte consumerà ovviamente meno rispetto a uno stendino più grande, per uso familiare. Dipende anche dal modello che acquistiamo: uno stendino con termostato, ad esempio, permetterà un maggiore controllo dell’emissione di calore e quindi anche un maggiore risparmio energetico. In media, comunque, uno stendino elettrico con una potenza di 100W consuma circa 0,10Kw/h: chi ha dimestichezza con voltaggi, resistenze e bollette della luce avrà già capito che si tratta di un consumo minimo. Per dare un’idea più chiara a chi, invece, sta ancora imparando, confrontiamo questo dato con i consumi di un’asciugatrice.

Lo stendibiancheria elettrico consuma meno di un’asciugatrice?

Meglio uno stendibiancheria elettrico o un’asciugatrice? Se ci concentriamo soltanto sui consumi, lo stendino elettrico vince a mani basse: l’asciugatrice, infatti, consuma dalle 10 alle 30 volte in più, ed è infatti un elettrodomestico proibitivo per questa ragione, oltre che per il costo più alto. Certo, lo stendino elettrico non ha la potenza di un’asciugatrice, ma questo vuol dire anche un impatto molto minore sulla bolletta dell’elettricità.

Stendino elettrico vs asciugatrice

Lo stendibiancheria elettrico e l’asciugatrice sono due prodotti paragonabili esclusivamente in base alla loro funzione, ovvero il fatto di asciugare il bucato in maniera più semplice e veloce, ma sono imparagonabili in termini di consumi, costo e spazio che richiedono.

Circa i consumi, abbiamo già visto come uno stendibiancheria elettrico consumi circa 1/15 di quanto consuma un’asciugatrice per asciugare la stessa quantità di vestiti, e inoltre lo stendino elettrico è uno strumento in media molto più economico dell’asciugatrice; infine lo spazio che occupa lo stendibiancheria è relativo, perchè una volta asciugato il bucato lo si può ripiegare e riporre in un ripostiglio: l’asciugatrice, invece, resta sempre lì e, a meno che non la si riesca a incolonnare sulla lavatrice, occupa una consistente porzione di spazio.

Lo stendino elettrico richiede alcune cure, come ad esempio il fatto di girare i vestiti una volta che sono asciutti da un lato, o di controllare il bucato per stare attenti a non sovraccaricare lo stendibiancheria. Anche l’asciugatrice, tuttavia, richiede delle cure: bisogna svuotare l’acqua che si accumula nella vaschetta, stare attente ai programmi per evitare di rovinare gli abiti, e soprattutto non scegliere orari in cui si richiede di fare poco rumore, perchè sappiamo che si tratta di un elettrodomestico di certo non silenzioso.

Ultimo, ma non per importanza, mentre l’asciugatrice è un sistema chiuso – e quindi il vapore che si crea non contribuisce in nessun modo a riscaldare l’ambiente -, lo stendino elettrico è un sistema aperto, e quindi l’asciugatura del bucato contribuisce anche a riscaldare un po’ gli ambienti della casa. Cosa aspetti a scegliere il tuo primo modello di stendino elettrico? Se la nostra selezione non ti ha soddisfatto, ti ricordiamo che su Amazon c’è una vasta scelta di stendibiancheria elettrici per rendere più facile e veloce l’asciugatura del tuo bucato.

Fonte: I migliori stendibiancheria elettrici del 2018: le opinioni, i pro e i contro

Tutto sulla green card

Cos’è innanzitutto la carta verde o la green card? Questa, altro non è che l’autorizzazione per poter vivere negli Usa per un periodo di tempo illimitato. Ottenere la green card è tutt’altro che semplice. La carta verde, in genere viene chiamata Permanent Resident Card e viene rilasciata al termine di un lungo percorso burocratico dallo U.S. Citizenship and Immigration Services, che consiste in uno dei dipartimenti del ministero per la sicurezza nazionale. Visitare gli Stati Uniti da turisti ovviamente, è possibile, ma una volta scaduti i termini previsti dal visto di ingresso si dovrà lasciare il Paese, in caso contrario, pena l’espulsione coatta.

Come ottenere la carta verde

Esistono tre possibili soluzioni per ottenere la carta verde per gli Usa, ovvero:

  • Ricongiungimento familiare;
  • Motivo di lavoro;
  • Diversity Visa Lottery.

Per quanto riguarda il primo caso, un cittadino americano può garantire per un suo parente diretto, che potrebbe essere il figlio, il coniuge o comunque un familiare stretto; invece, un cittadino che non è americano ma ha la carta verde, può richiederla per un parente diretto, come ad esempio, un coniuge o un figlio, ma che non sia sposato.

Nel secondo caso invece, la green card solitamente viene chiesta dal datore di lavoro; sarà lui infatti a dover “sponsorizzare” la candidatura del lavoratore. Come per il primo caso, anche in questo i requisiti sono molto rigidi e il procedimento spesso lungo (solitamente sono necessari 2 anni).

Il terzo caso consiste nella “lotteria dei visti”, di recente criticata dallo stesso Presidente Trump. La “Diversity Immigrant Visa” consiste in un programma che è entrato in vigore negli anni ’90, con lo scopo di diversificare la popolazione degli immigranti in America.

Questo genere di visti, vengono appunto concessi tramite una lotteria, tra i richiedenti che provengono da Paesi che comportano basse percentuali di migrazioni verso gli Stati Uniti. Nessun Paese ogni anno, può riceverne oltre il 7% tra la quantità disponibile e i visti sono distribuiti in sei diverse aree geografiche.

Anno 2019 e cambiamenti in atto

Se si è interessati ad ottenere la carta verde per gli Usa per l’anno 2019, allora si deve sapere che a partire dall’anno nuovo, saranno disponibili 50mila visti e l’assegnazione viene fatta attraverso un’estrazione casuale tramite computer.

Il Presidente Trump ha deciso comunque di intervenire riguardo al programma del “Diversity Immigrant Visa” e il cambiamento previsto, riguarderà tutti quei migranti che richiedono la possibilità di ottenere un visto, che sarà basato sul merito e non più sulle lotterie democratiche.

Questi antichissimi utensili in pietra appena scoperti riscrivono la storia dell’essere umano

Questi antichissimi utensili in pietra appena scoperti riscrivono la storia dell’essere umano

Da un sito di scavo in Algeria, in Nord Africa, sono emersi utensili in pietra e ossa intagliate con una datazione stimata compresa tra 1,92 e 2,44 milioni di anni fa, un dettaglio che riscrive la storia evolutiva dell’essere umano. Com’è noto la culla dell’umanità è considerata l’Africa Orientale, dove circa 2,66 milioni di anni fa, nel Paleolitico inferiore, i nostri antenati iniziarono a utilizzare i primi strumenti in pietra. Il periodo di produzione di questi utensili viene definito dai paleoantropologi col nome di “Olduvaiano”, dalla Gola di Olduvai in Tanzania dove sono emersero i primi strumenti.

Credit: Shanouni et al., Sciencein foto: Credit: Shanouni et al., Science

Sino ad oggi si credeva che i primi ominidi a costruire questi utensili, probabilmente gli australopitechi o gli Homo habilis, fossero inizialmente confinati nell’Africa Orientale, e solo in un secondo momento si sarebbero spostati in altre parti dell’Africa e del resto del mondo, tramandando la propria “arte”. Del resto sono noti siti olduvaiani in Georgia e Pakistan (1,8 milioni di anni fa), in Cina (1,66 milioni di anni fa) e un altro in Algeria, risalente a 1,75 milioni di anni fa. In base a queste date e alle teorie correnti ci sarebbero voluti centinaia di milioni di anni prima di vedere utensili in pietra al di fuori dell’Africa Orientale. Ma averne trovati di nuovi risalenti a 2,44 milioni di anni fa e lontanissimi dalla “culla dell’umanità”, apre le porte a diversi scenari inediti: l’abilità di produrre strumenti, ad esempio, potrebbe essersi sviluppata prima di 2,66 milioni di anni fa, e dunque 2,44 milioni di anni fa avrebbe potuto essere già diffusa in tutta l’Africa. Oppure potrebbe essere sorta spontaneamente in diverse popolazioni di ominidi, e non trasferita da un unico abile gruppo inventore. Gli scienziati purtroppo non hanno una risposta a questi enigmi, e in questo intricato processo evolutivo potrebbero essere coinvolte anche specie di ominidi non ancora conosciute.

Credit: Shanouni et al., Sciencein foto: Credit: Shanouni et al., Science

I nuovi reperti, molto probabilmente utilizzati per andare a caccia e lavorare pelle, midollo osseo e tessuto cerebrale delle prede uccise, sono stati individuati nel sito algerino di Ain Boucherit da un team di ricerca internazionale. A guidarlo il paleoantropologo Mohamed Sahnouni, ricercatore presso l’Università dell’Indiana (Stati Uniti). La datazione tra 1,92 e 2,44 milioni di anni fa è stata ottenuta con varie tecniche, tra le quali risonanza con spin elettronico, datazione paleomagnetica e tassi di sedimentazione. Poiché i test hanno fornito risultati differenti e una “forchetta” di 500 milioni di anni risulta piuttosto ampia, le date dovranno essere confermate con ulteriori indagini. I dettagli dell’affascinante ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science.

Fonte: Questi antichissimi utensili in pietra appena scoperti riscrivono la storia dell’essere umano

Questi antichissimi utensili in pietra appena scoperti riscrivono la storia dell’essere umano

Questi antichissimi utensili in pietra appena scoperti riscrivono la storia dell’essere umano

Da un sito di scavo in Algeria, in Nord Africa, sono emersi utensili in pietra e ossa intagliate con una datazione stimata compresa tra 1,92 e 2,44 milioni di anni fa, un dettaglio che riscrive la storia evolutiva dell’essere umano. Com’è noto la culla dell’umanità è considerata l’Africa Orientale, dove circa 2,66 milioni di anni fa, nel Paleolitico inferiore, i nostri antenati iniziarono a utilizzare i primi strumenti in pietra. Il periodo di produzione di questi utensili viene definito dai paleoantropologi col nome di “Olduvaiano”, dalla Gola di Olduvai in Tanzania dove sono emersero i primi strumenti.

Credit: Shanouni et al., Sciencein foto: Credit: Shanouni et al., Science

Sino ad oggi si credeva che i primi ominidi a costruire questi utensili, probabilmente gli australopitechi o gli Homo habilis, fossero inizialmente confinati nell’Africa Orientale, e solo in un secondo momento si sarebbero spostati in altre parti dell’Africa e del resto del mondo, tramandando la propria “arte”. Del resto sono noti siti olduvaiani in Georgia e Pakistan (1,8 milioni di anni fa), in Cina (1,66 milioni di anni fa) e un altro in Algeria, risalente a 1,75 milioni di anni fa. In base a queste date e alle teorie correnti ci sarebbero voluti centinaia di milioni di anni prima di vedere utensili in pietra al di fuori dell’Africa Orientale. Ma averne trovati di nuovi risalenti a 2,44 milioni di anni fa e lontanissimi dalla “culla dell’umanità”, apre le porte a diversi scenari inediti: l’abilità di produrre strumenti, ad esempio, potrebbe essersi sviluppata prima di 2,66 milioni di anni fa, e dunque 2,44 milioni di anni fa avrebbe potuto essere già diffusa in tutta l’Africa. Oppure potrebbe essere sorta spontaneamente in diverse popolazioni di ominidi, e non trasferita da un unico abile gruppo inventore. Gli scienziati purtroppo non hanno una risposta a questi enigmi, e in questo intricato processo evolutivo potrebbero essere coinvolte anche specie di ominidi non ancora conosciute.

Credit: Shanouni et al., Sciencein foto: Credit: Shanouni et al., Science

I nuovi reperti, molto probabilmente utilizzati per andare a caccia e lavorare pelle, midollo osseo e tessuto cerebrale delle prede uccise, sono stati individuati nel sito algerino di Ain Boucherit da un team di ricerca internazionale. A guidarlo il paleoantropologo Mohamed Sahnouni, ricercatore presso l’Università dell’Indiana (Stati Uniti). La datazione tra 1,92 e 2,44 milioni di anni fa è stata ottenuta con varie tecniche, tra le quali risonanza con spin elettronico, datazione paleomagnetica e tassi di sedimentazione. Poiché i test hanno fornito risultati differenti e una “forchetta” di 500 milioni di anni risulta piuttosto ampia, le date dovranno essere confermate con ulteriori indagini. I dettagli dell’affascinante ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Science.

Fonte: Questi antichissimi utensili in pietra appena scoperti riscrivono la storia dell’essere umano

Natale 2018: le tendenze decor per la casa

Natale 2018: le tendenze decor per la casa
in foto: Photo credit Pinterest

Il Natale è alle porte! Ogni anno in questo periodo si iniziano a pianificare tutte le celebrazioni in cui saranno presenti famiglia e amici. Non importa se si vive in una casa immensa o piccola e non importa il modo in cui il Natale è vissuto, l’Importante è rendere speciale la propria abitazione in questo periodo dell’anno. Gli esperti di decorazione di Habitissimo hanno seguito da vicino dove si muovono le tendenze per questo natale 2018.

Decorazioni fai-da-te

La tecnologia ci ha allontanati dalla tradizione dei biglietti natalizi cartacei ma i pochi che ancora mantengono la tradizione, sappino che la tendenza sono i biglietti fatti a mano con materiali naturali. Rami di eucalipto, corda e chi più ne ha più ne metta.

La prima impressione

Sembra acquisire sempre più importanza la decorazione dell’entrata di casa. Non solo ghirlande ma anche pareti lucenti, tappeti in tema o lampade sapranno trasformare la hall della casa in una vera e propria ode al Natale.

Photo credit Pinterestin foto: Photo credit Pinterest

I posti a tavola

Durante le feste i tavoli da pranzo diventano i protagonisti assoluti ed è importante che permettano a tutti gli ospiti di sentirsi al più agio possibile. Preparare un tavolo sofisticato con centrotavola realizzati a mano e segnaposti scritti con pennarelli color oro ad esempio è già una buona partenza. Tocchi ancora più sofisticati possono esser dati utilizzando lampadine (da ricordarsi di usare lampadine a LED – saranno accese per molte ore!). Inoltre, pare che la ricerca di tovaglioli creativi sia cresciuta del 540% su Pinterest in questo periodo. Difficile scegliere tra le numerosissime proposte che invitano a piegarli in forme originali con corde o decorazioni natalizie.

Riciclare

Investire ogni anno in una nuova decorazione natalizia costerebbe una fortuna. Ma riciclare tutti i vecchi ornamenti per trasformarli in oggetti di tendenza e originali non costa quasi nulla. Ricoprire le vecchie palle di Natale con giornali, stoffa o lana o dare loro una mano di vernice è un’ottima scusa per tenere impegnati u pomeriggio i bambini ma non solo. UN’altra idea che va pe rla maggiore è quella che prevede decorazioni con tatuaggi temporanei.

Il marmo

Sappiamo già che il marmo è uno dei protagonisti decor dell’anno, utilizzato in pavimenti, pareti, bagni o scale. Ora lo ritroviamo come materiale di spicco anche nella decorazione natalizia della casa. Ovviamente, non stiamo parlando di marmo vero, ma dell’effetto marmo così caratteristico e ora proposto su oggetti, mobili e pareti.

Rame

Come il marmo, anche il rame si ricava a Natale un posto da protagonista. Dai lampadari, ai tavoli ausiliari o alle basi per mobili realizzate con tubi idraulici. Su internet sono numerosi i tutorial con proposte per creare alberi di Natale o persino sagome di renne usando tubi di rame.

Fonte: Natale 2018: le tendenze decor per la casa

Giovani d’oggi: una vita da stagisti

Il tirocinio curriculare o più comunemente Stage è, o almeno dovrebbe essere, un periodo di formazione presso un’azienda o un ente che permette di creare momenti di alternanza tra studio e lavoro. Un percorso formativo, che offre allo studente un’esperienza diretta del mondo del lavoro e dell’impresa.

Questi percorsi sono rivolti, specificatamente a studenti iscritti a corsi di laurea, master e dottorato di ricerca. Inoltre, sono inclusi nei piani di studio e si svolgono all’interno del periodo di frequenza del corso. Anche i tirocini finalizzati all’elaborazione, e scrittura, delle tesi di laurea sono ritenuti curriculari.

Stage: un percorso formativo o una strategia per evitare l’assunzione?

Molti studi riconoscono come questi Stage siano, ad oggi, uno dei più utili ed efficaci strumenti per il primo inserimento dei giovani nel mercato del lavoro.

Di questi tempi viene, tuttavia, da chiedersi se questo strumento, fondamentalmente formativo, rischi, ora più che in passato, di essere usato in maniera impropria. L’auspicio, come sempre in questi casi, è che questo non accada nell’interesse delle giovani generazioni, che oltre a ritrovarsi senza lavoro, rischiano di trovarsi in un mondo in cui non si vengono riconosciuti i meriti, perché anche chi merita, viene comunque assunto per fare il tirocinante.

Questa situazione è a causa di tutte le classi dirigenti, del nostro Paese, dal mondo delle imprese e di quello Universitario. È tempo, infatti, di puntare su percorsi formativi di qualità, progettati tenendo insieme il più possibile i bisogni del mercato e le competenze, e i talenti, dei giovani, diventino realtà.

Regolamenti stage: tempi e modi

Uno stage ha una durata minima di 2 mesi e le limitazioni vanno dai 6 ai 12 mesi, a seconda delle normative regionali e delle condizioni del tirocinante.

Generalmente, invece, il compenso, sempre a seconda delle normative regionali, vanno dai 300€ agli 800€.

Il contratto di stage in azienda non prevede il versamento di contributi per la pensione, né la maturazione di permessi e ferie. Esiste, però, la possibilità di sospendere lo stage, in caso di grave malattia o maternità.

Il contratto di Stage è un documento che si divide in 2 differenti parti:

Convenzione: stipulata dall’azienda ospitante con un ente promotore, contiene i dati legali relativi ai due soggetti e gli aspetti normativi che regolano il contratto di stage.

Progetto formativo individuale: contiene i dettagli relativi al percorso formativo dello stagista, ovvero i nominativi dei tre soggetti coinvolti, cioè tirocinante-azienda-ente promotore, i nominativi dei tutor designati, data di inizio, durata, rimborso previsto, attività, sede e orari di svolgimento, obiettivi, etc.

Mesi e mesi di Stage, e in alcuni casi anche anni, non portano a nessuna conclusione. Il tirocinante, infatti, si stanca sempre di più di questi tipi di contratti e di queste modalità, che sono, al momento, l’unico modo per entrare in azienda. Negli ultimi anni, infatti, sono molti i giovani che hanno deciso di investire in sé stessi, aprendo Startup e/o piccole imprese. Tutto ciò è possibile richiedendo finanziamenti Europei che aiutano questi giovani a fare qualcosa!

Vuoi saperne di più sui finanziamenti per giovani? Visita il sito → www.finanziamentipergiovani.it e avrai tutte le risposte che cerchi!

Tassa sui defunti, cos’è e dove si paga

Tassa sui defunti, cos’è e dove si paga

n alcune città italiane c’è una strana tassa da pagare allo Stato, vale a dire la cosiddetta Tassa sui defunti. Che vuol dire? Che quando muore un proprio caro, occorre pagare un’imposta per il funerale, per l’eventuale cremazione o la tumulazione a Roma di cui si occupa l’impresa funebre specializzata come Verano Servizi, e a volte addirittura per visitare la salma al cimitero. Una vera e propria tassa sui morti, anche chiamata tassa sui defunti, che, tuttavia, varia a seconda del Comune, poiché manca una normativa nazionale di riferimento.

Tassa sui defunti, che cos’è

Insomma, quando parliamo di cremazione, loculo o tumulazione, si può cambiare da comune a comune. Il contributo da pagare al proprio Comune quando un proprio caro viene a mancare e va seppellito si paga invece un po’ dappertutto nel nostro Paese. È, però, la singola amministrazione comunale a stabilire in cosa consiste concretamente la tassa, che va, in sostanza, a sostenere l’ordinaria manutenzione del cimitero comunale. In alcune città l’imposta è di 100 euro, in altre per la sepoltura il Comune non chiede nessun contributo, ma soltanto la marca da bollo da applicare alla richiesta formale e in altre ancora si istituisce una tassa annuale da riscuotere da tutta cittadinanza.

L’assenza di una legge nazionale

La tassa sui defunti in Italia, quindi, non è univoca in tutto il Paese, ma ha moltissime sfaccettature differenti a seconda della zona e dell’amministrazione. Occorrerebbe, quindi, un disegno di legge che introduca una nuova disciplina funeraria, un testo unico, quindi, che andrebbe a normare l’imposta sui defunti ed eventuali altre disposizioni. Oggi, invece, il range attuale va dai 100 ai 300 euro e la modalità di applicazione della tassa cambia a seconda del comune.

Le città in cui si paga la tassa sui morti

Facciamo qualche esempio pratico. A Roma la tassa sui morti è prevista da tempo e che l’amministrazione comunale oggi ha un po’ aumentato. Nella Capitale, l’imposta è di circa 250 euro, invece, per un loculo provvisorio anche soltanto per 12 mesi si deve pagare un contributo variabile anche di 490 euro. A Latina, c’è, invece un’imposta sui loculi pari a 15 euro da pagare al Comune. Al nord, invece, e precisamente a Bergamo c’è una tassa di 120 euro, mentre in Emilia-Romagna ogni Comune legifera per sé, e si va dai 131 euro di Parma ai 113 di Rimini.

 

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