Categoria: Investimenti

Giovani d’oggi: una vita da stagisti

Il tirocinio curriculare o più comunemente Stage è, o almeno dovrebbe essere, un periodo di formazione presso un’azienda o un ente che permette di creare momenti di alternanza tra studio e lavoro. Un percorso formativo, che offre allo studente un’esperienza diretta del mondo del lavoro e dell’impresa.

Questi percorsi sono rivolti, specificatamente a studenti iscritti a corsi di laurea, master e dottorato di ricerca. Inoltre, sono inclusi nei piani di studio e si svolgono all’interno del periodo di frequenza del corso. Anche i tirocini finalizzati all’elaborazione, e scrittura, delle tesi di laurea sono ritenuti curriculari.

Stage: un percorso formativo o una strategia per evitare l’assunzione?

Molti studi riconoscono come questi Stage siano, ad oggi, uno dei più utili ed efficaci strumenti per il primo inserimento dei giovani nel mercato del lavoro.

Di questi tempi viene, tuttavia, da chiedersi se questo strumento, fondamentalmente formativo, rischi, ora più che in passato, di essere usato in maniera impropria. L’auspicio, come sempre in questi casi, è che questo non accada nell’interesse delle giovani generazioni, che oltre a ritrovarsi senza lavoro, rischiano di trovarsi in un mondo in cui non si vengono riconosciuti i meriti, perché anche chi merita, viene comunque assunto per fare il tirocinante.

Questa situazione è a causa di tutte le classi dirigenti, del nostro Paese, dal mondo delle imprese e di quello Universitario. È tempo, infatti, di puntare su percorsi formativi di qualità, progettati tenendo insieme il più possibile i bisogni del mercato e le competenze, e i talenti, dei giovani, diventino realtà.

Regolamenti stage: tempi e modi

Uno stage ha una durata minima di 2 mesi e le limitazioni vanno dai 6 ai 12 mesi, a seconda delle normative regionali e delle condizioni del tirocinante.

Generalmente, invece, il compenso, sempre a seconda delle normative regionali, vanno dai 300€ agli 800€.

Il contratto di stage in azienda non prevede il versamento di contributi per la pensione, né la maturazione di permessi e ferie. Esiste, però, la possibilità di sospendere lo stage, in caso di grave malattia o maternità.

Il contratto di Stage è un documento che si divide in 2 differenti parti:

Convenzione: stipulata dall’azienda ospitante con un ente promotore, contiene i dati legali relativi ai due soggetti e gli aspetti normativi che regolano il contratto di stage.

Progetto formativo individuale: contiene i dettagli relativi al percorso formativo dello stagista, ovvero i nominativi dei tre soggetti coinvolti, cioè tirocinante-azienda-ente promotore, i nominativi dei tutor designati, data di inizio, durata, rimborso previsto, attività, sede e orari di svolgimento, obiettivi, etc.

Mesi e mesi di Stage, e in alcuni casi anche anni, non portano a nessuna conclusione. Il tirocinante, infatti, si stanca sempre di più di questi tipi di contratti e di queste modalità, che sono, al momento, l’unico modo per entrare in azienda. Negli ultimi anni, infatti, sono molti i giovani che hanno deciso di investire in sé stessi, aprendo Startup e/o piccole imprese. Tutto ciò è possibile richiedendo finanziamenti Europei che aiutano questi giovani a fare qualcosa!

Vuoi saperne di più sui finanziamenti per giovani? Visita il sito → www.finanziamentipergiovani.it e avrai tutte le risposte che cerchi!

Tre domande: e la nostra azienda è più vicina

– Scegliere un settore
– Raccogliere il capitale
– Scegliere il nome
– Aprire azienda
– Contare i profitti

…magari fosse tanto semplice, eh? Se diventare imprenditori fosse facile come seguire i pochi punti di una lista, e se ciascuno di quei punti non contenesse una miriade di difficoltà, complicazioni, preoccupazioni e problemi. Soprattutto quell’ultimo punto, poi, come potrà dirvi chiunque abbia una sua impresa, è sempre vago e incerto. Purtroppo la lista dei sogni non funziona; meglio porsi domande più difficili, ma anche più utili ad instradarci verso il nostro obiettivo. Proviamo con queste tre:

1. Cosa?
Sembra banale, ma di fatto, prima anche di pensare ad aprire un’azienda bisogna decidere di cosa si occuperà. Abbiamo un prodotto da realizzare con le nostre mani, o industrialmente? Vogliamo occuparci di commercio puro? Oppure è la nostra consulenza professionale, la nostra competenza, che vogliamo offrire? La scelta dipende certo in parte da cosa vorremmo fare, ma i fattori sono tanti. La vera soluzione sta nell’incrocio fra quel che vogliamo fare, quello che siamo capaci di fare, e quello che il mercato richiede. Puntiamo lì con decisione.

2. Chi?
Entriamo nel campo di gioco ed ecco la prima brutta sorpresa – forse nemmeno tanto inaspettata, ma comunque spiacevole: abbiamo dei concorrenti. Il mercato ha già dieci posti dove andare a rifornirsi di quel che facciamo noi: invece di arrabbiarci, studiamoli. Cosa fanno? Come lo fanno? Funziona bene? Fanno qualcosa di sbagliato, che non funziona? Cosa? Come possiamo evitare quell’errore, come possiamo soddisfare coloro che non restano soddisfatti? Studiare il mercato può indicarci come declinare la nostra attività per distinguerci proficuamente da ciascuno di quei concorrenti.

3. Con chi?
Non si è mai isolati, sul mercato: e scegliersi gli alleati è un momento fondamentale per avere successo. Che sia chi vende quel che noi produciamo, o chi produce quel che vendiamo, occorre poter instaurare un rapporto di piena fiducia e di collaborazione completa: non limitiamoci a valutazioni economiche, ma puntiamo soprattutto sull’affidabilità e sulla serietà: un buon alleato fa la differenza nelle situazioni critiche.

Navigation